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> ODIO GLI INDIFFERENTI (2012)   01 ODIO GlI INDIFFERENTI
02 GOCCIA DOPO GOCCIA
03 I.N.P.S.
04 TROPPO POCO
05 METTO IN DISCUSSIONE
06 DIDASCALICO BIS
07 PIOTTA E' MORTO
08 MAI MAI MAI
09 IL DOMATORE
10 IO NON RIDO
11 ROMA CALLING
12 LA VERITA' E' RIVOLUZIONARIA
13 PIAZZALE LAGOSTA, 1
 
ODIO GLI INDIFFERENTI

A tutti gli indifferenti lo dico in faccia
che siete dei vigliacchi e per me siete solo feccia.
Non fate breccia nel mio cuore non mi troverete
nelle risse del potere e non mi comprerete,
Innocenti? Non lo siete quando assaltano la diligenza
e tutti arraffano nell’indifferenza generale
su dalla collina come i partigiani
in mezzo ai miei colleghi imborghesiti e cortigiani.
E’ la finanzia della ditta che finanzia la ditta-tura
ma se salta la sicura la rabbia scende fitta.
Mastro Titta nella piazza taglia teste dei potenti
oggi Piazza Affari fa più morti della peste.
Io odio gli indifferenti
Io odio la finta opposizione
Io odio il vostro trasformismo
Io odio la vostra doppia morale.

RIT:
Dicono di NO che non si possa fare
Dicono di NO che non si può cambiare
Dicono di NO che non c’è più speranza
Dicono di NO … loro dicono di NO … (x2)

L’indifferenza uccide ma è uno sparo che non senti
che manda sogni in frantumi e rende muti i dissidenti,
se urlo ma non senti io urlerò più forte...
Sempre vero e cor veleno vesto nero sono serio
quando me ne andai di casa io ricominciai da zero
nel quartiere che ora nasce intorno al centro commerciale
che è la chiesa e fa da piazza e dove tu devi pagare
case senza identità, poche opportunità
allevamenti in serie senza se e senza ma!
Pollo tu da batteria mentre io la batteria
la cavalco come Cavallo Pazzo nella prateria.
Io odio gli indifferenti
Io odio la finta opposizione
Io odio il vostro trasformismo
Io odio la vostra doppia morale.

RIT (x2):
Io odio le piazze in nome dei corrotti
odio l’elogio funebre dei farabutti
odio il sorriso finto dei complotti
lo scambio sottobanco dei salvacondotti.
Chi sta ai domiciliari come certi potenti
con l’anima in affitto come tanti pezzenti
io odio e se non senti odierò più forte
le leggi dello Stato che comandi ma non servi mai!



GOCCIA DOPO GOCCIA

Nessun alibi all’indifferenza
di chi non si chiede più il perchè
Cerco ancora questo percorso
per uscire dalla farsa.
Se io mi agito sarò contento
se non mi fermano sarò contento,
se non mi calmano sarò contento
e goccia dopo goccia scaverò il silenzio!
L’acqua schizza e chi la vuole s’addrizza
e siccome l’acqua è pubblica io scendo in piazza,
l’uragano impazza il mare è forza otto
l’onda casca e infuria e poi ti manda sotto.
Scorre petrolio scorre sangue a fiumi,
ma l’acqua lava e leva il tuo malcostume.
H2o, santa sangre comune
ma mò il tuo comune svende le condutture.
E si lotta e muore per il latte e il pane,
ora che la sete prende a morsi la fame,
l’acqua sale alla gola fino a che si risale
e sarete acqua passata come il fiume nel mare.

RIT:
Se io mi agito sarò contento
se non mi fermano sarò contento,
se non mi calmano sarò contento
e goccia dopo goccia scaverò il silenzio. (x2)

Tu canti non-senso io canto dissenso
perché di scelte io ne ho fatte da tempo.
Paradiso e inferno, Monsanto e montesanto,
se è insostenibile si va allo schianto!
E’ l’ora della verità da che parte si sta
e non c’è tempo per i doppi giochi di società.
Chi per l’acqua e chi per la liquidità
chi contro corrente e chi conto corrente.
Siamo gli opposti come l’acqua e il fuoco (x2)
ma calmare le acque non è spegnere il fuoco.

RIT:
In questa epoca di rabbia e solitudine
siamo i precari senza fiati e dignità.
Presi tra favole futili solo buone per gli utili,
ma la casta non si arresta.
Mentre il lucido caos disinforma
rivoluzioni nuova economia.
Restiamo svegli nell’incubo
non è tempo di arrendersi, non è tempo di arrendersi!

I.N.P.S.

P come punto, P come partenza
P come partito, P come potenza,
P come Palermo come primavera
P come la Piovra come pattumiera.
P come processo pm padrino
P come pagare per il paradiso.
P come pubblico, P come privato
P come presente, P come passato
Non è un paese x tutti
giovani e donne poveri o vecchi.
Non è un paese x noi
Non è, non è!
Non è un paese x tutti
giovani e donne poveri o vecchi.
È questo il paese che vuoi?
Non è, non è!

RIT:
Su le mani è una rapina
o la borsa o la vita.
Qui non c’è più alternativa
che Dio salvi la regina
Su le mani è una rapina
o la borsa o la vita.
Cerco io l’alternativa
non sarò la tua pedina.

P come potenti, P come pezzenti
P come pedine, P come palazzi.
Popolari pugni di periferia
P come proibito dalla polizia.
P come punk, P come protesto,
P come pericolo, P come pretesto.
P come posto alla Posta pensione
P come pagliacci aggrappati a poltrone.
P come piacere, P come pollution,
P come pubblicità, P come playstation
P come pin up, P come push up
P come pick up, p come pull up

RIT:
In nome del popolo del popolo sovrano
gigante incatenato,
quello che era nostro
l’hai gia magnato (x4)

TROPPO POCO

Chitarra più voce blues piantagione
è un seme che pianto in questo grigiore,
feelin’ blue se più giù di così c’è il buio
muti mai per il nostro orgoglio.
Mutilata gioventù precaria
il ricatto è una tassa, il tasso, una rata
mille buste paga per il tuo stipendio
quale dividendo? Questo è un vilipendio.
Va crescendo il divario e si va crashando
i prezzi in alto e non c’è più risparmio,
non gli tengo il passo e vado un po’ più in basso
se Dante scrivesse il vostro contrappasso
nel quarto cerchio spingereste un masso
e a metà del giro ne fareste un altro,
rotolando senza mai traguardo
come l’avarizia che vi sta comprando.

RIT:
C’è sempre uno schiavo più schiavo dell’altro
il mercato globale punta più in alto,
il meglio va a loro a noi solo lo scarto
a chi tutto a chi niente, a chi il mare a chi il fango.
C’è sempre uno schiavo più schiavo dell’altro
il mercato globale punta più in alto,
a noi resta lo scarto se il meglio va a loro
pochi con troppo e troppi con poco.

Non va bene così, come gira così,
come arriva così come viene così se così
è senza mezzi né mezza misura
è una scomoda storia a memoria futura.
E’ succo di vita pura e fa paura
a chi al cuore ha messo una sicura
e la vede e la vive al sicuro in salotto
il salotto che ha fatto rubando il malloppo,
pulito anche troppo ma ai sensi di colpa
non basta una botta a lavare la rogna,
al cane alla cagna tra servi e padroni,
i peggio animali, i crumiri peggiori,
schiavi di avanzi che abbaiano in branco
come Zio Tom e il suo padrone bianco.
Guardo il sole spento su Torino
in questo blues delirio senza più sorriso.

RIT: (x2)
Torino porta in alto o porta giù all’inferno,
porta via quest’inverno e tutto il mio tormento.

Spacca l’anima di ghiaccio di chi all’anima da un prezzo
mentre il vuoto si riempie del suo pianto e il mio disprezzo.
Mi piego e mi rispezzo perso in mezzo alle catene
E urlo tutto il mio dissenso al guardiano che mi tiene.

RIT (x2)

METTO IN DISCUSSIONE

La famiglia è solo etero de genero ce ne sta uno,
una è la nuora c’è clausura come suora
sopra al tema più temuto coppie gay coppie di fatto
e chi scrive il diritto poi magari sta strafatto.
Sta al family day e c’ha più scheletri che armadi,
e vende l’anima sui e-bay in mezzo a mille mercenari.
Zitto non ci stare mai, open your mind
difendi con domande scomode quello che c’hai.

RIT:
Rifiuta, rinnova, rifonda, riforma
metto in discussione le certezze che non ho
e allora
Ripeto, rivolta, ritenta, riprova
metto in discussione questa zozza società!

L’amore è senza limiti nè remore né regole,
ne’ codice, né giudice, dove tutto è possibile,
non giudico nessuno e io mi fido dell’affido
a persone in equilibrio e non in bilico su un filo.
Meglio due mamme che nessuna e stare sotto le macerie,
tra le bombe quelle vere, le intemperie, le frontiere.
Disumanitarie mission internazionali
militari, carri armati sotto il segno della pace.

RIT (x2):
No Nike … nuke just do it!
era l’era nucleare ora è l’ora di cambiare
questa lobby che per hobby c’ha l’atomica mondiale
ma che poi ci tiene in vita a tutti costi col respiro artificiale.
Tutti pro life fino a che tu nasci,
ma dopo cazzi tuoi fino a che ce lasci,
che se ce riesci cresci nella polis dei parenti
dove seppellito in chiesa c’è De Pedis mica Welby.

RIT (x2)

DIDASCALICO BIS

PIOTTA E' MORTO

“1,2 party in the country jail”
ma te a Regina Coeli non t’ho visto mai!
Quella volta che stavi al gay pride
non lo vojo sapè che c’hai fatto cor myke.
Nun me fa er giaguaro, nun me fai er cafone,
non sei più er ghepardo der 99.
Ma che fine hai fatto strafatto di qualche schifezza
Lo dico con molta franchezza che tanto non sei Caparezza.
Brr Piotta, ah ah ah Piotta
ti levo dal mio stereo che la sfiga è troppa!
Sono il king sono il re della figa brò
chiamalo suono diverso per me è solo sfiga brò.

RIT:
La figa non c’è, la bamba non c’è, ma Piotta dov’è
Piotta è morto!
Il pezzo non c’è, lo stile non c’è, ma Piotta dov’è
Piotta è morto!
La botta non c’è, la grana non c’è ma Piotta dov’è?
Piotta è morto!

“1,2 party sesso e rock’n’roll”
ma tajate i capelli se voj fa l’hip hop,
fatte un tatuaggio fatte tutto er braccio
fatte almeno un suv che il vespino è da poraccio.
Be bop a lula come Elvis the Pelvis
ma tu 6 romano mica 6 de Memphis!
Al privè senza te con la bamba e il moet
scopo fighe epiche è mio tutto il club.
Hi your name what is your name is who
Hi your name is … fuck you!
Non spacci manco mezz’etto, non 6 der ghetto,
zio Roma è nostra quindi portace rispetto!

RIT: (x2)
Io c’ho troppo odio troppo odio contro Piotta.
C’ho troppo odio. Vendetta vera contro Piotta.
Anche la mia ragazza m’ha detto che lui non era una persona veramente cattiva, anche se voleva fare il cattivo e e invece non sta in galera.
Io c’ho troppo odio contro Piotta

RIT: (x4)

MAI MAI MAI

Non mi avrete come volete
ma già lo so non vi arrenderete,
aggiusterete il tiro e sparerete
ma sarà il passo falso che farete.
Mi rialzo e sputo sulle ferite,
tu baci l’anello di mille padrini,
tu tessi lodi di loro io l’odio
licenziati perché non vi credo …

RIT: MAI MAI MAI MAI MAI MAI MAI

Tutto è immobile, così perfetto
che la noia sale su di noi dal petto,
come un conato io nato sbagliato
il gusto del guasto che io non riparo …
Il conto è salato e ripetutamente
strisci e colpisci come un serpente
a sonagli mi abbagli ma non basteranno,
soldi e proclami non mi compreranno …
RIT: MAI MAI MAI MAI MAI MAI MAI

Già sai che in fondo oramai
tu non mi gestirai. Disubbidiente
lo sono stato e lo sarò sempre.
Qual’é il futuro se questo è il presente?
Tutto alla grande sulla tua emittente,
com’è dirompente dire “signor no”
non ci sono stato e io non ci starò.

RIT: MAI MAI MAI MAI MAI MAI MAI

IL DOMATORE

Tra bastardi sai non si mordono mai
chi amministra amminestra dalla Snai alla Rai,
ammaestra pachidermi e ci vorrebbe dei servi
come vecchi elefanti oppure tigri ormai spente.
I’m lion in the jungle dillo al domatore
a quel lurido ciccione e fare da finto signore.
Che io, io domo mai se io non dormo ma mordo
come un povero Cristo sono morto e risorto.
Come un corsaro in porto col logo dell’Orbo
che ha strappato al vecchio porco fino all’ultimo soldo.
Ostacoli, tentacoli, spettacoli diabolici,
oracoli, miracoli, cenacoli di ipocriti.

RIT: (x2):
Salta c’è il fuoco intorno a te
quel non so che non mi fa stare calmo
Salta c’è il fuoco dentro te
finchè la rabbia prenderà il sopravvento.

Azione cattolica ma dentro alla canonica,
si lavano coscienze da domenica diabolica.
Azione simbolica, nazione massonica,
politica senz’etica polemica accademica.
Tra la minaccia atomica, economica che vedi
di politici e banchieri domatori senza fedi.
Ma tu dov’eri quando ancora era possibile
incidere parole libere, sembra impossibile tra
Ostacoli, tentacoli, spettacoli diabolici,
oracoli, miracoli, cenacoli di ipocriti.

RIT (x2):
E’ lui il vincitore il super uomo del cazzo
la testa nella bocca ma stavolta l’ammazzo.
Noi che siamo nati qua, qua in cattività,
finché il guinzaglio al collo poi non si spezzerà.

IO NON RIDO

RIT:
Mono-tono, stereo-tipo
Monotono stereotipo clichè ma io non rido!
Mono-tono, stereo-tipo
Monotono stereotipo politico fallito.

E’ il classico stereotipo da comico fallito
tipo sketch da Bagaglino, tipo sagra del paesino,
tipo screzio di Borghezio o Calderoli alla bandiera
sul pulpito dell’ultimo teatrino da balera.
Allah U Akbar ma la Lega se ne fotte,
un caffè Borghezio al bar così cago forte forte,
sò cronache d’estate da pessimo giornale
ma voi come che state? State messi proprio male!
Sembra un cine-panettone infarcito di cazzate,
di logore battute e invece è il tuo telegiornale
da clichè demodè di un paese che non c’è
di un vecchio cabaret dove ridi solo te,
con il vecchio canovaccio del romano un pò pagliaccio,
le urla e lo schiamazzo “c’avete rotto er cazzo!”.
Napoletano ladro, mafioso siciliano
e intanto la camorra sta all’Expò lassù a Milano.

RIT:
Qua non ride più si ride amaro e come Dino
io risi ma non rido e tengo in alto il terzo dito.
Vivo redivivo antidivo io reattivo
che m’apri col sorriso e invece trovi il tuo assassino.
Qua Roma sgobba, Roma suda, Roma fa paura
60 euro al grammo e te raccontano che è pura.
Roma cruda, Roma dura, senza una zona verde
che poi nella zona rossa ce rimangono ‘ste merde.
Tutti qui a rappresentare gli interessi di una parte
per poi restare sempre dalla parte del più forte,
dai soldi delle tasse alle zoccole de classe
che poi ce fosse uno che davvero li votasse.

RIT: (x3)

ROMA CALLING


LA VERITA' E' RIVOLUZIONARIA


PIAZZALE LAGOSTA, 1

Non morde mica è dolce come la morfina
portami a destinazione in questa notte che sembra infinita,
nell’apparenza del sembrare di ogni ruolo
degli schemi di ogni giorno e tu lo sai quanto li odio.
L’incenso prendo il volo io lo inspiro apposta,
poi guardo Milano, l’Isola, P.za Lagosta.
Sulla costa spargo cenere, viaggia nell’etere,
lungo le strade delle nostre lunghe ferie,
Aspettami sul ciglio quando imboccherò la strada
guidami nel buio di questa città inquinata,
tra le luci e la centrale al latte nucleare,
sopra le panchine verdi del mercato comunale.

RIT:
Mandami un segnale è tempo di sognare
foto, firme, carte, video, lettere inviate,
l’odore del maglione che non vuole più passare
ma tu abbracciami, abbracciami più forte.
Mandami un segnale è tempo di sognare
foto, firme, carte, video, lettere inviate,
La luce intermittente che non so spiegare,
ma tu abbracciami, abbracciami più forte.

La brezza del maestrale che ci dà serenità
al di là del mare quante possibilità
e le vedo tutte, anzi le sento
come sento le parole che ora mi escono al momento.
Tutto era perfetto fino a giorno maledetto,
16 novembre io che piango nel mio letto.
Ucciderei chi me l’ha detto “conto alla rovescia”
e il suo camice bianco ora è sporco del mio odio.
Sensibilità volevo mica un sensitivo
chi legge la tua mano e chi una radio come un adesivo,
su un muro bianchissimo lucido e freddissimo
che scioglierò con lacrime fino all’inverno prossimo.
E da lassù saremo piccoli davvero,
come quei i problemi finti che alla fine sono zero
come tutti quanti soldi che non valgono un secondo
del ricordo che io serbo nel mio cuore più profondo.